Nuovo stadio a San Siro, politici divisi. Ecco le opinioni dopo la presentazione dei progetti

Bestetti (Fi) rimane convinto del "no" e persevera sul referendum. Ma Galliani (ex ad del Milan e senatore di Fi) lo "bacchetta". Dal centrosinistra pareri positivi, compresa la "verde" Milly Moratti

Nuovo stadio: gli Anelli, uno dei due progetti in lizza

Milan e Inter hanno promesso un sondaggio a tutto campo sul nuovo stadio. Sia attraverso il sito web appositamente realizzato, dove sono illustrati i due progetti in lizza (la Cattedrale di Populous e gli Anelli di Manica-Sportium-Cmr), sia attraverso una consultazione diretta presso gli abbonati, i tifosi in generale e i residenti, sia a San Siro sia in tutta la città.

Abbattere San Siro è una scelta dolorosa per tutti e che potenzialmente può anche essere lacerante: i club vogliono quindi almeno che il percorso sia, da qui in poi, il più possibile trasparente e partecipato, in modo da "unire le forze" per convincere i milanesi della bontà dell'idea. L'obiettivo è far tornare grandi in Europa (e nel mondo) i due club, e per farlo bisogna aumentare i ricavi. Soprattutto alla voce stadio: che deve diventare un luogo da vivere sette giorni su sette, tutto l'anno, sport o non sport. Via libera alle torri per uffici, ai negozi, ai ristoranti, ma anche a più posti corporate e premium in tribuna, pur lasciando (garantiscono Milan e Inter) una notevole variabilità di prezzi.

Video: i due progetti

Favorevoli e contrari al nuovo stadio

L'ultima parola spetta al Comune di Milano, proprietario del Meazza (valutato circa 70 milioni) e delle aree. Marco Bestetti, presidente del Municipio 7 (quello del quartiere San Siro, tra gli altri) ed esponente di Forza Italia, è da sempre contrario all'abbattimento e ricostruzione e preferisce la ristrutturazione del Meazza di oggi. Dopo la presentazione al Politecnico non cambia idea: «Un monologo volutamente emozionale, ma i dubbi sono rimasti». Bestetti ha già avviato la procedura per chiedere un referendum cittadino sul Meazza e c'è da supporre che non abbandonerà l'idea. Ma Adriano Galliani, senatore di Forza Italia ed ex amministratore delegato del Milan, lo "bacchetta": «Coloro che raccolgono firme contro il progetto di Milan e Inter evidentemente non sono Forza Italia Milano e non capisco come si possa essere contro».

Nel partito di Berlusconi («che sicuramente si esprimerà», promette Galliani) la posizione non è univoca. Secondo Fabrizio De Pasquale, capogruppo a Palazzo Marino, va valutata l'effettiva attrattività del nuovo quartiere commerciale, vicino a CityLife e al Portello. PIù possibilista il consigliere comunale Alessandro De Chirico, che ritiene «indispensabile capire le relazioni che ci sono tra i progetti e i quartieri limitrofi» e chiede al suo stesso partito «di ragionare da ideatori di una città moderna (quella di Porta Nuova e di CityLife pensata dalle amministrazioni Albertini e Moratti) che parta dagli 81 milioni di euro di oneri di urbanizzazione indispensabili per sanare i quartieri popolari di quella zona».

Il centrosinistra è mediamente più favorevole. In sala Milly Moratti, moglie dell'ex presidente dell'Inter e consigliera comunale del Pd, ecologista convinta. «Occorre considerare che le due società si rendono disponibili a uno sforzo finanziario: dobbiamo renderci conto di questo e accogliere la disponibilità. E poi, d'ora in avanti, comunicare e comunicare», il suo commento: consapevole che Milan e Inter devono aumentare i loro ricavi ma anche che per l'impatto, la procedura deve essere "condivisa" con la cittadinanza.

Favorevole alla demolizione di San Siro anche Stefano Parisi, candidato a sindaco di Milano per il centrodestra nel 2016 (sconfitto da Beppe Sala). «Sono per il nuovo stadio», il suo commento dopo la presentazione dei progetti: «E' una cosa necessaria, Milano se ne avvantaggerà». E se il sindaco Sala ha disertato la presentazione («preferisco commentare dopo aver ragionato»), erano presenti, per la giunta, alcuni assessori, tra cui Roberta Guaineri (sport): quest'ultima ha sottolineato che si tratta di «una grande occasione anche per il quartiere», a suo dire «molto verde ma con poca quotidianità».

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