Un progetto per salvare San Siro ed esaltare il secondo anello: il Diamante di Mascheroni

Ecco come si potrebbe ristrutturare il Meazza spendendo poco (200 milioni) ed esaltando la forma iconica e unica dello stadio milanese

Lo stadio secondo il progetto di ristrutturazione JMA

Una ristrutturazione che "esalta" le linee del secondo anello del Meazza, definito "icona dello sport" dalla Sovrintendenza, anche grazie ad una nuova copertura in stile diamante, che sostituisce il terzo anello, sulla cui eliminazione sono tutti concordi. I servizi oggi mancanti (hospitality, bagni, food and beverage) sarebbero ricavati nei "vuoti" presenti tra i due anelli superstiti con solai prefabbricati. La capienza diminuirebbe a poco più di 61 mila posti a sedere ma i posti "premium" aumenterebbero grazie a un "anello zero" da ricavare abbassando il terreno di gioco.

Un'operazione che costerebbe qualcosa come 200 milioni di euro, molto meno di quanto preventivato (quasi 500 milioni) da Milan e Inter che hanno addotto la necessità di costruire da zero uno stadio proprio con gli alti costi di eventuali ristrutturazioni. Un progetto, quello dell'architetto Jacopo Mascheroni, che va a inserirsi nel dibattito sul nuovo stadio proprio nel giorno in cui il consiglio comunale voterà un ordine del giorno favorevole al nuovo impianto ma con precisi paletti tra cui, tra l'altro, la non demolizione del Meazza in quanto icona da conservare e riutilizzare con nuove funzioni

Vediamo nel dettaglio il progetto di Mascheroni. Anzitutto la realizzazione di un "anello zero", estendendo le gradinate e abbassando il terreno di gioco di circa 2,2 metri. Si creerebbero 3 mila postazioni premium con una prospettiva esclusiva. Passiamo ora al "diamante" di copertura, da installare dopo avere demolito l'attuale terzo anello. Esalterebbe la forma originale del Meazza avvolgendo le tribune "a catino" del secondo anello con lastre in policarbonato compatto che ridurrebbero sia il rimbombo interno sia l'inquinamento acustico verso l'esterno. La copertura con nuove proporizioni favorirebbe poi il microclima interno, a beneficio del manto erboso.

Verrebbe realizzato un "nuovo terzo anello" con la stessa impronta di quello demolito, ma al livello zero e -1. Al piano terra diventerebbe un filtro d'accesso e serrvizi, al piano -1 offrirebbe al pubblico comfort e servizi adeguati agli stadi moderni. E si diceva dello sfruttamento dei vuoti presenti tra i pilastri strutturali e "l'intradosso" dei due anelli esistenti: solai prefabbricati con spazi per hospitality, food and beverage, servizi igienici e primo soccorso. Con la demolizione delle torri esterne sarebbero riportate in primo piano le storiche rampe del secondo anello, con l'aggiunta di una sagomatura in alluminio che ne ammorbidisca la forma e ne accompagni il gesto su tutto il perimetro dello stadio.

Le travi rosse diventano un "boulevard" in piazza

I posti diventerebbero 61.731 di cui 9.500 premium, cioè il 15% del totale, come negli stadi moderni d'Europa. Durante la ristrutturazione, secondo l'architetto Mascheroni, si potrà continuare ad usufruire dello stadio limitando l'accessibilità e sfruttando la prefabbricazione delle componenti del progetto. Anzitutto si smantellerebbero la copertura e le torri di supporto, in estate; le travi rosse verrebbero collocate nella piazza che unisce lo stadio alle reti di trasporto definendo il "boulevard" dalla stazione M5 allo stadio. Si abbasserà il campo da gioco costruendo "l'anello zero" con posti premium del tutto nuovi che, in parte, bilancerà i mancati incassi dei mesi successivi. 

«A beneficio del quartiere - si conclude la descrizione fornita dallo studio JMA - si pone in evidenza la salvaguardia dell’impatto urbanistico sulla città. L’obiettivo sarà quello di dimezzare l’attuale altezza di San Siro rimuovendo copertura e Terzo Anello, e limitare al massimo la costruzione di nuove volumetrie al di fuori dello stadio per favorire al contrario spazi di verde “profondo” e la rivalutazione delle aree a parco». I parcheggi saranno spostati dall'area intonro allo stadio e ridotti nei livelli inferiori, a cui si potrà accedere dal Sottopasso Patroclo. Garantita la sostenibilità dell'edificio con un nuovo impianto geotermico, la raccolta e lo sfruttamento dell'acqua pivana e i sistemi di illuminazione a led.

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