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Musei, teatri e cinema aperti sempre (anche nel weekend): le proposte di Milano al governo

Milano e altre grandi 11 città hanno scritto al governo per 'salvare' i luoghi della cultura

Milano e altre 11 grandi città italiane tracciano la strada per rinascere dopo l'emergenza covid, partendo dall'arte. Il capoluogo meneghino, Roma, Torino, Bari, Venezia, Firenze, Ancora, Bologna, Cagliari, Napoli, Genova e Palermo hanno infatti presentato venerdì mattina le loro proposte a "sostegno degli ecosistemi culturali urbani, resi fragili da un anno di emergenza sanitaria e dall’incertezza che ancora governa la loro attività".

Le idee messe sul tavolo - ha fatto sapere palazzo Marino in una nota - "si iscrivono all’interno di un’auspicata alleanza tra il Governo e i territori in cui la cultura esiste, produce e si sviluppa".

"Musei, teatri, luoghi di spettacolo, sedi espositive, luoghi d’arte e cultura: le città intendono mettere a disposizione del Governo la propria conoscenza capillare del mondo culturale e delle sue problematiche, ponendo le basi e stabilendo insieme i protocolli per una ripresa il più possibile certa, rapida e omogenea in tutto il territorio nazionale", hanno sottolineato dal comune.

I teatri di Milano che resistono e non vogliono morire

Al primo posto "la garanzia dell’apertura dei luoghi di cultura con un protocollo unico". Questo - si legge nelle proposte firmate da 12 assessori dei comuni - "eviterebbe la reversibilità delle aperture, a meno di situazioni particolarmente gravi, garantirebbe la continuità del presidio culturale sul territorio, assicurerebbe lavoro e fiducia, darebbe sostanza al diritto inalienabile alla cultura e fornirebbe ai cittadini alternative controllate e sicure, invece di obbligarli a una socialità compressa in pochi, e poco controllati, luoghi pubblici o privati".

"L’esperienza delle città, la serietà con cui teatri, musei e luoghi di cultura hanno mostrato di saper gestire i periodi di apertura, l’elasticità del servizio, la disponibilità ad adattarsi ai vincoli che di volta in volta si rendono necessari, rendono questo obiettivo realisticamente possibile", ha garantito palazzo Marino. 

E ancora, un tema già trattato più volte in passato: "La garanzia dell’apertura degli istituti museali e dei luoghi di cultura anche nei weekend, nel rispetto di ogni norma prevista ad oggi per il contenimento del rischio sanitario e in attesa dell’auspicato protocollo unico". Si tratta - hanno rimarcato i comuni - di "un intervento necessario per la sostenibilità del lavoro culturale, per garantire la continuità nella conservazione del patrimonio, per consentire l’accesso ai luoghi di cultura a tutti i lavoratori del Paese, e quindi il pieno rispetto del diritto alla cultura".

Milano, il covid non spegne la fame d'arte

Infine, "la costituzione di un tavolo permanente Enti Locali in costante dialogo con il Ministero alla Cultura e, nell’ambito del nuovo assetto dei sottosegretariati ministeriali, la creazione di un sottosegretariato con delega ai rapporti con Anci ed Enti Locali, come già avvenuto in passato per il Turismo. Questo nuovo riferimento aprirebbe un dialogo costante con il Ministero e garantirebbe la concertazione di politiche culturali - necessarie per la rinascita del Paese - tra Governo centrale e le città, che si metterebbero a disposizione con spirito di servizio come interlocutori per la costruzione di politiche condivise e come portavoce delle istanze derivanti dai territori", hanno specificato i comuni. 

“Queste proposte nascono dall’esperienza di governo locale e dall’impegno continuo e costante nella tutela della produzione, della programmazione e del lavoro culturale. Con il senso pratico che distingue il mondo delle città, a un anno dall’inizio della nostra collaborazione, vogliamo allinearci a quanto sostenuto dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nella replica al Senato: «Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. Molto è stato fatto, serve fare ancora di più»”, hanno dichiarato gli assessori.
 

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