Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca Porta Venezia / Via Nino Bixio

Aggressioni con l'acido, dall'Iphone di Boettcher la "confessione involontaria"

Esaminate le chat di Whatsapp del broker

Alexander Boettcher

Finalmente sono stati estratti i dati contenuti nell'Iphone di Alexander Boettcher. L'uomo, broker immobiliare accusato di avere aggredito varie persone insieme all'amante Martina Levato e al complice Andrea Magnani, finora ha negato la compartecipazione agli atti delittuosi. Già condannato per l'ultima delle aggressioni, quella a Pietro Barbini, in seguito alla quale venne catturato dalle forze dell'ordine, è a processo per le altre, per le quali Levato e Magnani sono già stati condannati con l'abbreviato.

E dai dati dell'Iphone spunterebbe una sorta di "confessione" involontaria. Il 15 novembre 2014, secondo l'accusa, Levato e Boettcher, nell'ambito del diabolico piano di "vendetta e purificazione", alle due del pomeriggio si recano in via Nino Bixio per gettare l'acido addosso al fotografo Giuliano Carparelli, con cui Levato s'era scambiata un bacio in discoteca tempo prima. Piove molto e Carparelli si salva grazie all'ombrello che, istintivamente, pone a suo riparo durante l'aggressione con il liquido ustionante. 

Boettcher ha sempre negato di essere stato presente in via Bixio (mentre Carparelli lo ha riconosciuto). Ora è stata resa pubblica una chat di Whatsapp che Boettcher ha scambiato con un'amica quasi tre ore dopo la tentata aggressione. «Hanno provato a rubarmi il telefono in strada... Mi sono preso un pugno e per rincorrerlo sotto la pioggia mi sono allagato», scrive Boettcher ad un'amica che lo aveva contattato per invitarlo in un locale notturno. 

Stando all'accusa, quel pomeriggio - sotto la pioggia - Carparelli si è prima difeso con l'ombrello, poi ha usato il cellulare per fotografare la ragazza (incappucciata) che lo aveva aggredito e l'auto su cui stava salendo per scappare. A quel punto Boettcher gli ha spruzzato spray al peperoncino facendolo scivolare a terra e gli ha portato via il cellulare. Nel trambusto, di sicuro Boettcher si è molto bagnato di pioggia. Dopo qualche ora scrive che si è «allagato» correndo. Una confessione, almeno per l'accusa.

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