Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Migranti da Milano alla Francia con gli autisti Ncc, un arresto al Monte Bianco

L'uomo aveva sette migranti nel suo van, e lui stesso ha chiamato la polizia quando mancava una trentina di chilometri al Traforo

Viaggi oltre frontiera (verso la Francia, in particolare) per fare espatriare migranti utilizzando gli autisti con conducente (Ncc), prenotati talvolta attraverso l'app Uber, come nel caso dell'autista arrestato (ma a piede libero) venerdì in Val d'Aosta, proveniente da Milano con a bordo sei uomini e una donna richiedenti asilo.

Un episodio che, probabilmente, non è affatto isolato. E sul quale la polizia continua le indagini per comprendere se vi sia un "giro" organizzato. I vertici di Uber confermano di essere al lavoro per capire esattamente che cosa sia successo e per prevenire situazioni simili in futuro. Ma è probabile che l'uso dell'app sia stato sporadico e che, normalmente, ci si serva di contrattazioni dirette.

Quello che si sa è che chi ha prenotato il viaggio di venerdì, da piazzale Loreto al confine con la Francia, ha pagato 750 euro con la carta di credito e, appunto, l'app Uber. All'appuntamento si sono presentati sei uomini e una donna del Gambia, della Nigeria e del Senegal, che hanno preso posto all'interno del van (un Ford Transit) e hanno iniziato il viaggio.

E' tutto "saltato" perché l'autista, un varesino di 53 anni incensurato, a una trentina di chilometri dal Traforo del Monte Bianco ha effettuato una telefonata alla questura di Aosta per segnalare che, forse, aveva a bordo persone senza documenti. Una telefonata provvidenziale, che l'ha salvato dall'arresto e dal carcere preventivo, anche se non è chiaro come mai avesse aspettato così tanto, dopo la partenza, per farsi venire questo scrupolo.

Fatto sta che, prima dell'imbocco del Traforo, la polizia di frontiera ha fermato il van e ha arrestato l'uomo (per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina) e interrogato le sette persone straniere, per poi rilasciarle. Si tratta infatti di richiedenti asilo, con i documenti quindi in regola per la permanenza in Italia anche se è loro vietato l'espatrio (anche in Unione Europea) finché lo Stato italiano non avrà deciso, appunto, sulla richista di asilo.

Dopo una notte in cella l'uomo è stato rilasciato. Il giudice del direttissimo ha infatti convalidato il suo arresto ma non ha disposto alcuna misura cautelare, considerando sia la fedina penale pulita sia la telefonata per avvertire della possibilità che stesse trasportando migranti non in regola. Cosa parzialmente vera, perché come detto non erano in regola per l'espatrio.

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