Cronaca Via Giuseppe Garibaldi

Madre di jihadista italiana: negati funerali cattolici, "si era convertita all'Islam e non possiamo imporre un rito"

Si tratta di Assunta Buonfiglio, madre di Fatima, la ragazza che viveva ad Inzago e si è unita all'Isis in Siria. La donna è deceduta nei giorni scorsi

Assunta Buonfiglio

Nessun funerale cattolico per Assunta Buonfiglio, la madre di Maria Giulia Sergio, "Fatima", la ragazza italiana che si è unita all'Isis in Siria. La donna, a sua volta accusata di viaggio con finalità terroristiche perché - quando è stata arrestata a luglio 2015 - stava per partire per il Medio Oriente e le intercettazioni avevano provato che era stata la figlia a convincerla, è deceduta all'ospedale di Vigevano proprio la notte in cui le erano stati concessi i domiciliari.

E ai domiciliari è ora anche il marito Sergio Sergio, che risponde della stessa accusa. Le esequie cattoliche, da celebrarsi a Casola (Napoli), paese d'origine della coppia, che vive a Inzago da molto tempo, sono state chieste da una delle sorelle della defunta, che vive ancora in Campania, a Domicella (Avellino). Ma la curia vescovile di Nola (sempre in provincia di Napoli) si è opposta perché tutta la famiglia si è convertita nel frattempo all'Islam.

"La chiesa non può celebrare i funerali cattolici per una donna che aveva aderito alla fede islamica: sarebbe un'imposizione. Assunta tornerà davanti a Dio attraverso il rito della Fede che aveva abbracciato. Queste le parole di monsignor Pasquale D'Onofrio, vicario generale di Nola, che ha aggiunto: "Forse la sorella non sapeva della conversione di Assunta all'Islam o forse, da cristiana, per lei è stato un gesto spontaneo. Ma noi non possiamo. Non abbiamo elementi per dire che si sia riconvertita. Non è un discorso di salvezza né di giudizio della persona. Semplicemente la Chiesa non può imporre i propri riti".

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