Cronaca Cenisio Monumentale / Via Giovanni Antonio Plana

Escort uccisa con più di 100 coltellate in casa a Milano: niente ergastolo per l'ex bancario killer

L'omicidio di via Plana, 18 anni al killer. La procura aveva chiesto l'ergastolo

Gli investigatori sul posto - Foto Guarino

Crudele, ma non da ergastolo. Cristian Losso, l'ex bancario di 43 anni arrestato a luglio scorso per l'omicidio di Emanuel Rabacchi Alves, la transessuale uccisa con oltre 100 coltellate nella sua casa di via Plana, è stato condannato lunedì a 18 anni di carcere dalla Corte d'Assise di Milano, presieduta da Ilio Mannucci Pacini.

Il pm Antonio Cristillo, che ha sostituito il collega Isidoro Palma, aveva chiesto per lui l'ergastolo per le accuse di omicidio aggravato dalla crudeltà e crollo di costruzioni, che aveva sostituito il reato di strage.

La mattina dell'omicidio, infatti, Losso dopo aver ammazzato con un pugnale la trans 48enne - "Manuela", che si prostituiva in quella casa e che conosceva molto bene il killer - aveva aperto il gas dei fornelli della cucina rischiando così di far saltare in aria l'intero palazzo. La fuga di Losso era finita pochi giorni dopo, quando i carabinieri lo avevano fermato nel suo appartamento, ricostruendo che l'omicidio era arrivato al termine di una notte di alcol e droga e ipotizzando che il movente di tanta furia fossero 500 euro che l'assassino doveva alla vittima.

Nella sentenza, la Corte d'Assise ha riconosciuto entrambe le accuse compresa l'aggravante della crudeltà ma, stando a quanto appreso, ha ritenuto le attenuanti prevalenti sull'aggravante contestata. Per conoscere le motivazioni bisognerà attendere 60 giorni, ma è verosimile che sulla decisione dei giudici abbia avuto un peso la perizia psichiatrica richiesta - e ottenuta - nei mesi scorsi dall'avvocato Davide Montani, legale di Losso.

Il consulente tecnico, pur riconoscendo che l'ex bancario era perfettamente capace di intendere e di volere, aveva tracciato il ritratto di una personalità narcisistica e istrionica con un disturbo cronico causato da abuso grave di alcol, cocaina e psicofarmaci. Nella sua difesa, l'avvocato ha anche spinto molto sul rapporto esistente tra killer e vittima, ipotizzando che oltre ai soldi per la droga - spesso "Manuela" vendeva la cocaina a Losso - dietro tanta rabbia ci fosse un ricatto per possibili fotografie compromettenti.

Inoltre, mentre per la procura l'ex bancario era una persona crudele e orientata alla "bella vita", per il suo difensore il suo stato di salute era invece il manifesto di un uomo con problemi - legati proprio all'abuso di farmaci e droghe -, tanto da aver lasciato da ormai un anno e mezzo, senza motivo, il suo lavoro in banca.

All'arrivo delle motivazioni, con ogni probabilità la procura farà ricorso in Appello chiedendo nuovamente l'ergastolo per l'ex bancario killer. Il suo legale potrebbe invece puntare a far cadere anche l'aggravante della crudeltà.

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