Imane Fadil, l'autopsia non dipana i dubbi. Entro un mese altri esami

Dall'esame autoptico non è emersa una "causa macroscopica" della morte della modella di 34 anni, ricoverata per un mese all'Humanitas

Imane Fadil

Ancora nulla di fatto dopo l'autopsia eseguita il 27 marzo sul corpo della modella marocchina di 34 anni Imane Fadil, morta l'1 marzo alla clinica Humanitas di Rozzano dove si trovava ricoverata dal 29 gennaio per cause tuttora ignote. L'autopsia non ha fatto emergere finora una "macroscopica causa" del decesso della giovane, che ha attraversato un mese di agonia in ospedale, visitata da oltre 20 specialisti che però non erano riusciti a individuare la malattia di cui soffriva.

Il caso di Imane Fadil si intreccia inevitabilmente con il caso Ruby. La modella partecipò ad alcune delle "cene eleganti" ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi ed era una teste chiave del processo Ruby Ter, in cui l'ex presidente del consiglio è accusato di corruzione di testimoni per il processo principale (in cui rispondeva di prostituzione minorile e concussione), in cui venne assolto.

Fadil (insieme ad altre due giovani che avevano preso parte ad alcune o ad una sola delle cene) aveva anche chiesto di costituirsi parte civile ma in un primo tempo il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta dei legali di Berlusconi di non ammetterle. Le tre modelle avevano però presentato nuovamente un'istanza in tal senso a gennaio.

La 34enne, durante il lungo ricovero in ospedale, aveva rivelato al suo avvocato difensore di sospettare di essere vittima di un avvelenamento, ma finora le analisi (disposte dopo il decesso) non hanno evidenziato riscontri in tal senso, né con veleni né con sostanze radioattive, anche se sono state trovate tracce piuttosto alte di quattro metalli non radioattivi.

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Le prime risultanze dell'autopsia non sono comunque conclusive. Gli esperti, guidati dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno un mese di tempo per fornire alla procura di Milano gli esiti dei loro accertamenti, che quindi non sono ancora terminati. Non è ancora esclusa l'ipotesi di una malattia rara.

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