Sfregio sulla lapide per Fausto e Iaio a quarant'anni dall'omicidio

Svastica e croce celtica sulla lapide nel quartiere Casoretto

La lapide sfregiata (foto I Sentinelli di Milano, Fb)

La lapide a ricordo di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, detto "Iaio", è stata sfregiata con una svastica, una croce celtica e la scritta "merde". E' successo in via Mancinelli, zona Casoretto, dove è posizionata la targa nel luogo in cui i due ventenni vennero uccisi mentre a piedi stavano raggiungendo il centro sociale Leoncavallo. 

"Questa notte qualcuno ha pensato di sfregiare la targa posta sul luogo dell'assassinio", si legge sul profilo Facebook de I Sentinelli, che hanno pubblicato la fotografia. Domenica 18 marzo è l'anniversario dell'omicidio, avvenuto nel 1978. A loro sono dedicati i giardini di piazza Durante, nello stesso quartiere.

I ragazzi vennero freddati con otto colpi di pistola. Giunse poi una rivendicazione da parte dei Nar di Roma, i Nuclei Armati Rivoluzionari, gruppo terrorista di estrema destra. Vennero processati tre membri dei Nar: Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi. Ma venne poi per loro richiesta l'archiviazione.

In quel periodo, Fausto e Iaio stavano conducendo una inchiesta sullo spaccio di droga (soprattutto eroina) nel quartiere Casoretto-Lambrate, gestito dalla malavita italiana e da ambienti di estrema destra milanesi. L'ipotesi più immediata è dunque legata, più che a una "semplice" contrapposizione politica tra estremisti, all'indagine sullo smercio di droga. Che in quegli anni mieteva numerose vittime tra i più giovani.

Emerse però poi un'altra possibile "pista", quella dei servizi segreti deviati. In via Montenevoso c'era un covo delle Brigate Rosse, rivelato a ottobre del 1978; ma all'ultimo piano della palazzina di fronte, quella in cui viveva la famiglia di Fausto, i servizi segreti avevano installato un servizio d'osservazione del covo delle Br. Uffucialmente da luglio; ma la madre di Fausto ritiene che fin da gennaio del 1978 era iniziato uno "strano via vai", con scatoloni e antenne paraboliche.

Si è fatta dunque strada da più parti che l'omicidio dei due ragazzi fosse un modo per eliminare "pericolosi testimoni". 

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