Il negozio che vendeva pc e telefoni rubati: 82 iPhone e 14 Mac trovati nascosti nel cassone

Denunciati proprietari e dipendenti di un negozio a Milano. Nei guai altri due ragazzi

I telefoni e i computer sequestrati

Sotto il bancone c'erano due Mac, entrambi rubati. Nel cassettone della tapparella, invece, c'erano decine e decine di iPhone. Sparsi per il locale, poi, i militari hanno trovato altri dodici computer griffati Apple, anche quelli di provenienza molto dubbia. 

I carabinieri della stazione di Arese hanno scoperto a Milano un negozio, in via Brunelleschi, che fungeva da sorta di "centrale" della ricettazione di cellulari e pc rubati. L'indagine era nata lo scorso 27 febbraio, quando un uomo di ventotto anni - un cittadino italiano proprietario di un negozio di telefonia in zona Ticinese - aveva denunciato un furto nel suo locale, dal quale erano spariti tre Mac.

Lui stesso poco dopo si era accorto che due di quei computer erano in vendita sulla piattaforma Subito.it e così ha contattato il venditore fingendosi interessato all'acquisto e fissando con lui un appuntamento per domenica 3 marzo a "Il Centro" di Arese. 

Il 28enne quel giorno si è presentato puntuale e ad "accoglierlo" ha trovato un filippino di trentuno anni, che è subito stato fermato dai carabinieri - allertati dal giovane - e denunciato per ricettazione. Ascoltato dai militari, il 31enne ha confessato e ha anche ammesso di aver venduto l'altro pc a un ragazzo di venticinque anni di Biandrate. 

Il "venditore" del negozio 

A quel punto, i militari sono andati a casa del secondo acquirente, nel Novarese, e lì hanno trovato otto Mac, due macchine fotografiche Nikon e tre obiettivi: tutto materiale di cui lui, chiaramente, non ha saputo dimostrare l'acquisto. 

È stato lo stesso 25enne - anche lui denunciato per ricettazione - a portare i carabinieri nel negozio di via Brunelleschi. Il giovane ha infatti spiegato che dallo store gli consegnavano telefoni e computer da vendere e che lui si limitava a eseguire. 

Così, è scattato il blitz nel locale, gestito da marito e moglie - italiana di ventisette anni lei e egiziano di trentaquattro lui - e al cui interno lavorano anche i due fratelli dell'uomo, un 20enne e un 25enne.

Nel negozio, oltre a 82 iPhone 6s e Xs, i militari hanno sequestrato decine di documenti - tra carte d'identità e passaporti -, una chiavetta Usb con un programma per "ripulire" i cellulari e una placca con il logo della polizia di Stato. I quattro - la coppia e i fratelli dell'uomo - sono stati tutti denunciati. 
 

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