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Repertorio

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Luca Sostegni, presunto prestanome della Lega, patteggia 4 anni e 10 mesi e una multa

Si avvicina la richiesta di processo immediato per gli altri arrestati nell'inchiesta milanese

Luca Sostegni ha patteggiato 4 anni e 10 mesi e una multa di 1.000 euro. Ma chi è Sostegni? È il presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, arrestato a luglio 2020 nell'inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission e su presunti fondi neri per la Lega. Il patteggiamento per Sostegni (difeso dal legale Giuseppe Alessandro Pennisi), che ha versato 20mila euro come risarcimento, è stato ratificato dal gip Raffaella Mascarino.

Il 62enne, che ha collaborato alle indagini, può diventare teste chiave in dibattimento. Si avvicina la richiesta di processo immediato per gli altri arrestati nell'inchiesta dell'aggiunto Eugenio Fusco e del pm Civardi.

Ha reso dichiarazioni "confessorie", la pena è "congrua" e ha restituito il profitto che costituisce condizione di ammissibilità al patteggiamento per i reati contro la pubblica amministrazione quali il peculato. Così il gip Raffaella Mascarino nelle motivazioni contestuali con cui ha accolto la richiesta, di patteggiare 4 anni e 10 mesi e 1.000 euro di multa avanzata, tramite l'avvocato Giuseppe Alessandro Pennisi, da Sostegni.

L'uomo era stato fermato dalla finanza mentre stava per scappare in Brasile, a luglio. Coinvolto in una compravendita di un immobile a Cormano, periferia Nord di Milano, il cui prezzo sarebbe stato 'gonfiato', l'uomo era appunto accusato di peculato nei confronti di Regione Lombardia. In base alle indagini, il prezzo di vendita dell'immobile, acquistato usando fondi pubblici, sarebbe stato gonfiato fino ad 800mila euro, mentre il valore era di 400mila.

In particolare la vicenda, collegata alla ricerca dei  49 milioni di fondi della Lega, ha visto venduto a Fondazione Lombardia Film Commission un capannone industriale.  E Sostegni era il liquidatore di una società coinvolta. Nell'ambito della stessa indagine era accusato anche di estorsione per aver preteso soldi per mantenere il silenzio. Del fermo ne aveva dato conto il procuratore Francesco Greco con una nota.

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