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Le memorie di Guido Lopez, scrittore ebreo, dalle leggi razziali al dopoguerra

24 gennaio ore 18 presentazione all'Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele II

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Giovedì 24 gennaio alle 18 all'Urban Center Liliana Picciotto e Gino Cervi presentano "Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza" il libro di memorie dello scrittore Guido Lopez. Ebreo, nato nel 1924 in una colta famiglia sefardita milanese, Guido Lopez ha vissuto molte vite che si sono intrecciate con i grandi avvenimenti della Storia italiana. Dalle pagine dei suoi diari un racconto a tutto tondo della vita di un ebreo nell’Italia fascista, dalle persecuzioni razziali all’espatrio in Svizzera per sfuggire alla deportazione e poi il rientro in un Paese distrutto ma affamato di cultura. Lopez ci consegna uno spaccato inedito del mondo culturale ed editoriale del dopoguerra, ricco di aneddoti e ritratti di protagonisti della scena letteraria del Novecento, da Mann a Vittorini, da Hemingway a Bettiza, da Primo Levi a Dino Buzzati. E poi gli anni Sessanta, il mondo frizzante della pubblicità e delle P.R., dove Lopez passato alla JWT, agenzia pubblicitaria internazionale, immette il sale del suo brodo culturale nel gran minestrone della comunicazione.

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