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Pubblica post su Facebook, consigliere diffidato dal presidente di Municipio: "E' diffamazione"

Succede nel Municipio 2. Il centrosinistra non ci sta: "Scarso senso di democrazia"

L'aula del Municipio 2 (Foto Piscina, Fb)

Un post su Facebook per criticare la maggioranza in Municipio, ma il presidente non la prende bene e reagisce con una lettera del suo avvocato promettendo una causa in tribunale per diffamazione aggravata se il post non verrà rimosso. Succede al Municipio 2 di Milano, governato dal centrodestra. I protagonisti: Alberto Proietti, consigliere d'opposizione eletto con Sinistra x Milano, e Samuele Piscina, il presidente, esponente della Lega Nord.

Tutto è iniziato il 23 maggio: Proietti ha scritto un post sulla pagina Facebook "Sinistra x Milano Municipio 2" per raccontare quanto avvenuto in una seduta recente del consiglio municipale, con una delibera "difficile", discussa quattro volte in commissione e poi votata in aula nonostante defezioni all'ultimo minuto di alcuni consiglieri di maggioranza, contrari ad alcuni lavori di urbanizzazione della Cascina Martesana. Proietti ha elencato anche i consiglieri che non hanno partecipato al voto (cinque) aggiungendo che altri erano già andati via. 

Nel post, che è rimasto online e che Sinistra x Milano ha già fatto sapere che non toglierà, c'è però anche un accenno ad un «errore di procedura e di... presunzione» riferito al fatto che una delibera sul piano delle opere pubbliche, che avrebbe dovuto, stando al consigliere di Sinistra x Milano, essere di consiglio municipale, era invece di giunta.

Risultato: Piscina e la vice presidente del consiglio municipale Barbara Benedini (citata tra i consiglieri che non hanno partecipato al voto) hanno fatto inviare a Proietti una lettera da un avvocato chiedendo di rimuovere il post per «condotta diffamatoria» con l'aggravante del mezzo stampa, a cui i social network sono assimilati dalla tradizione giurisprudenziale, e diffindando il consigliere di Sinistra x Milano dal continuare questa «condotta diffamatoria»

La notizia della lettera dell'avvocato ha scatenato la reazione di tutto il centrosinistra del Municipio. «Non ci saremmo aspettati che alcuni della maggioranza decidessero di passare alle lettere di diffida», si legge in un comunicato congiunto di Sinistra x Milano, Partito Democratico e Lista Sala Noi Milano: «Il verbale, ma soprattutto la registrazione audio, serviranno a dimostrare quanto avvenuto in consiglio. Che per uscire dalle difficoltà, invece di accettare le normali regole di dialettica politica, del tutto prive di alcun elemento diffamatorio o calunniatorio, passino direttamente alle azioni legali, non essendo in grado di sostenere argomentazioni, è la dimostrazione dello scarso senso della democrazia e della scarsa capacità di governare». 

Gli interessati difendono la scelta della lettera dell'avvocato. Per Piscina, in particolare, tutto sta nell'ultima frase, quella sulla procedura della delibera sul piano delle opere pubbliche: il presidente del Municipio riferisce a MilanoToday che, in realtà, gli uffici del Settore Zona 2 hanno già spiegato che la procedura (delibera di giunta) sarebbe quella corretta. Per Benedini, invece, la diffamazione sussisterebbe nell'essere stata citata tra i consiglieri che si sono allontanati per non votare la delibera su Cascina Martesana: in realtà, secondo quanto viene spiegato, se ne sarebbe semplicemente andata anzitempo per motivi personali.

Intanto il post non verrà cancellato. Sinistra x Milano, attraverso la sua co-portavoce Elena Comelli, sottolinea: «Ci aspettiamo, piuttosto, le scuse formali del presidente Piscina che, evidentemente, dimostra di non accettare il confronto e alcuna critica al suo operato. Se non dovessero pervenire le scuse, continueremo a chiedere le dimissioni di Piscina, proprio nel rispetto di quel ruolo istituzionale per il quale è stato eletto e al quale sembra preferire il confronto per vie legali». 

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