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Lombardia, i vaccini antinfluenzali sono un miraggio: "Abbiamo 50 dosi, ne servono 500"

Settantuno sindaci della città metropolitana scrivono alla regione per segnalare caos e ritardi

Poche dosi, pochi spazi. Ma tante, tantissime incertezze. In Lombardia riesplode il caso vaccini antinfluenzali, quest'anno quanto mai necessari a causa dell'emergenza coronavirus. Dopo i ritardi, le polemiche per le gare d'acquisto della regione e le rassicurazioni della regione stessa, adesso a scendere in campo sono 71 sindaci della città metropolitana di Milano - compreso un esponente di centrodestra - che cercano di mettere il Pirellone spalle al muro per sapere la verità. 
 
"Purtroppo registriamo che, diversamente da quanto previsto dalla circolare ministeriale «Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021», non solo la campagna vaccinale – impostata dalla Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia ma poi scaricata in toto sull'Ats - non è partita ad inizio ottobre, ma risulta essere incredibilmente in ritardo, avendo, a distanza di un mese, coinvolto una infinitesima porzione dei possibili destinatari", scrivonoi sindaci.

"50 dosi su 500 richieste"

E sono gli stessi primi cittadini a fornire dei numeri. "Negli ultimi giorni abbiamo toccato con mano lacune, anche organizzative, che a nostro sentire potrebbero purtroppo inficiare l’azione vaccinale diffusa che è richiesta per godere dei benefici di protezione al livello vasto della popolazione. Rischiamo infatti che gran parte dei pazienti non riesca a vaccinarsi, mettendo a repentaglio la salute della parte più fragile dei nostri cittadini, creando nuova confusione per via della co-circolazione con il Covid-19, appesantendo il già gravoso carico dei medici e delle strutture sanitarie, proprio nel mezzo della seconda ondata pandemica. 

Da un confronto con i medici di medicina generale e suffragati dalle ultime comunicazioni pubbliche dell’Ordine dei Medici, abbiamo verificato che tali figure dispongono al momento di 50 dosi al massimo di vaccino, neanche sufficienti per le categorie dei pazienti cosiddetti superfragili, a fronte di richieste mediamente di 400-500 dosi a testa. 

"Gli stessi non hanno inoltre certezze rispetto alle forniture delle successive dosi, rendendo impossibile una pianificazione adeguate delle attività connesse e una gestione ordinata dei pazienti", mettono nero su bianco i sindaci in una lettera inviata al governatore Attilio Fontana e all'assessore al Welfare, Giulio Gallera. 

Mancano gli spazi per i vaccini

E i problemi, a sentire i sindaci, non sembrano finiti qua. "Si aggiunga che per via della penuria dei medici, aggravata dai tanti pensionamenti senza sostituzione dell’ultimo periodo e dall’indisponibilità di alcuni di loro, diversi cittadini non hanno la possibilità di vaccinarsi se non nelle sedute presso le sedi vaccinali dell’Asst o presso sedi esterne, individuate con la collaborazione degli enti locali. A questo proposito, nel corso degli scorsi mesi, noi sindaci abbiamo condiviso con l’Ats Città di Milano la necessità di favorire una campagna il più capillare possibile ed abbiamo risposto mettendo a disposizione nei nostri territori numerosi spazi di proprietà comunale".

Gli spazi, però, sarebbero stati rifiutati. "Siamo rimasti profondamente delusi nell’apprendere che i calendari vaccinali risultano essere estremamente risicati e che è decisamente limitato il coinvolgimento delle sedi proposte da noi sindaci - rimarcano i primi cittadini -. Il risultato di tale carente organizzazione è che molti cittadini non riusciranno a fissare un appuntamento e possiamo già certificare che, nel ristretto novero di chi è riuscito a prenotare, a diversi sono stati prospettati spostamenti notevoli in alcuni casi addirittura in sedi fuori dalla Città Metropolitana".

"Chiediamo quindi di riconsiderare la possibilità di estendere la campagna vaccinale alle sedi comunali già individuate e di prevedere ulteriori sedute, proprio per raggiungere la platea più ampia possibile tra i previsti destinatari dell’intervento sanitario", l'appello dei sindaci. 

I vaccini ci sono o no? 

"Nelle scorse settimane, in risposta ai primi dubbi che abbiamo avanzato rispetto all’avvio della campagna, siamo stati tranquillizzati dalla dirigenza di Ats Milano Città Metropolitana che ci ha riferito che a fronte di 600-650.000 pazienti potenzialmente interessati, verranno messe a disposizione circa 1 milione di dosi, ma in diverse tranche. Su questo chiediamo chiarezza alla regione", ribadiscono i 71 sindaci. 

"Vogliamo capire innanzitutto se tali stime risultano confermate e quando tali dosi verranno consegnate e saranno quindi messe a disposizione dei medici e delle diverse sedi vaccinali. Si tratta di un’operazione di trasparenza e di rispetto soprattutto verso i tanti cittadini che desiderano ricorrere al vaccino. Vi chiediamo di conoscere la programmazione aggiornata e completa della consegna delle dosi - concludono - in modo di permettere alle nostre amministrazioni di supportare al meglio i medici, di poter comunicare informazioni dettagliate ai cittadini, ai fini di una migliore organizzazione complessiva e, in caso di necessità, aiutare la distribuzione dei vaccini".

I sindaci hanno fatto la loro mossa. Adesso la palla passa, di nuovo, alla regione. 

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