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Accoltella ragazzo dopo una lite, Daspo 'fuori contesto' per ultrà dell'Inter: "È un facinoroso"

Daspo di 4 anni per Alessandro Caravita, arrestato a giugno scorso per tentato omicidio

Una "indole facinorosa" e un passato difficile in cui, nonostante la giovane età, ha "già preso parte a episodi di violenza". È il profilo che gli agenti della Questura di Milano hanno tracciato di Alessandro Caravita: 21 anni, figlio di Franchino, capo e fondatore dei Boys della curva dell'Inter, e a giugno scorso arrestato con le accuse di tentato omicidio e lesioni personali gravi per aver quasi ammazzato nella notte tra il 5 e il 6 un 24enne colpito con 5 coltellate in corso Garibaldi al termine di una lite. 

Da sabato per Caravita jr è scattato anche un Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, che per quattro anni lo terrà lontano dalla sua Inter. Gli agenti della divisione anticrimine - si legge in una nota di via Fatebenefratelli - hanno infatti deciso di applicare la misura del "Daspo fuori contesto", che punisce "condotte volente non verificatesi nel corso di manifestazioni sportive". 

"Il destinatario del provvedimento, figlio di un capo ultrà e lui stesso vicino al mondo della Curva Nord dell'Inter, non potrà fare accesso per 4 anni agli stadi dove si disputeranno gli incontri di calcio, anche all'estero, e non potrà frequentare i luoghi interessati dalla sosta, dal transito o dal trasporto dei giocatori o dei tifosi", sottolineano dalla Questura.

"L'obiettivo è garantire la sicurezza delle manifestazioni sportive vietando l'accesso ai soggetti che hanno manifestato comportamenti violenti, a prescindere da dove questi abbiano manifestato la propria pericolosità. L'aggressione di corso Garibaldi, per la quale il soggetto in questione è stato arrestato per tentato omicidio, lesioni personali gravi e porto abusivo di coltello, rappresenta solo l'ultima manifestazione dell'indole facinorosa del ventenne - mettono nero su bianco i poliziotti -, già noto alle forze dell'ordine per aver preso parte a episodi di violenza con altri esponenti del mondo ultrà".

Poche ore dopo l'arresto per le coltellate di corso Garibaldi, Caravita aveva deciso di rendere dichiarazioni spontanee e aveva ammesso di aver sferrato i fendenti ma soltanto per difendersi dopo essere stato aggredito da quattro giovani. 

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