Violenza sessuale a casa di Genovese: l'amico è volato a Bali. Le ragazze: «Distribuiva la coca»

Non è indagato. Secondo le ragazze della festa a Terrazza Sentimento, era lui a portare la cocaina nei piatti perché tutti la sniffassero. Ma il suo avvocato smentisce

Si trova a Bali, in Indonesia, il dj e vocalist Daniele Leali, amico di Alberto Genovese e presente al party a Terrazza Sentimento durante il quale, a ottobre, è stata consumata una violenza sessuale durata molte ore nei confronti di una ragazza di 18 anni. Leali non è indagato. Nelle carte del gip di Milano emerge, dai racconti delle ragazze, come colui che distribuiva la cocaina (quella normale e quella "rosa", più pregiata e costosa) agli invitati. Circostanza smentita dall'avvocato del dj, secondo cui un conto è portare le sostanze stupefacenti dentro e fuori l'abitazione, un altro conto è consumarla e/o passarla agli altri. 

Secondo quanto si apprende, Leali avrebbe effettuato il tampone per il Coronavirus e, ottenuto il risultato, avrebbe preso un volo insieme alla sua fidanzata. A questo proposito, sempre il legale dell'uomo sottolinea che si trattava di impegni di lavoro già assunti in precedenza, tanto che l'interessato non fa mistero del suo viaggio dall'altra parte del mondo e, anzi, ne ha pubblicamente parlato sui social network. Nulla da nascondere, insomma. Il rientro è previsto a dicembre.

Il racconto di una ragazza: «Leali portava i piatti con la droga»

«C'era della droga alla festa. Ad un certo punto c'erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar Daniele Leali. In uno c'era 2CB, conosciuta come cocaina rosa. Nell'altro c'era "Kalvin Klain", che è chetamina mischiata con cocaina». Così, sentita dalla polizia, una delle ragazze che avevano partecipato alla serata del 10 ottobre a Terrazza Sentimento, conoscente della vittima dello stupro. «Credo che tutti si aspettassero che Leali la portasse in sala, nessuno si è spaventato o sorpreso della cosa (..) Leali e Genovese sono molto amici, per cui se Daniele beve o assume qualcosa, io ritengo di poterlo fare anch'io senza preoccuparmi», continua la ragazza. E infine: «Ho sempre seguito con gli occhi Daniele Leali per capire se ci si potesse fidare».

Pressioni sulle ragazze per non testimoniare?

Parole che stridono con quelle che, comprensibilmente, ha pronunciato l'avvocato del dj. Ora toccherà agli investigatori e al pubblico ministero stabilire la veridicità di questi dettagli. Intanto, mentre Leali è in Indonesia per lavoro, molte ragazze si stanno facendo avanti per parlare delle feste di Genovese. Ma su questo punto è emerso, nelle ultime ore, un dettaglio inquietante: voci su pressioni che alcune ragazze avrebbero ricevuto (anche con promesse di denaro) per "tacere" o omettere dettagli. Se queste voci fossero confermate dai fatti, si tratterebbe di un pesante tentativo di inquinare le prove.

Da Villa Inferno a Terrazza Sentimento

E sono emersi collegamenti (indiretti) con il caso di Villa Inferno a Bologna, perché la vittima di Villa Inferno (all'epoca 17enne) "rispunta" a Milano, quella drammatica notte, come una delle invitate: amica o comunque conoscente della vittima dello stupro, si accorge della sua assenza al piano di sopra e la cerca almeno due volte, senza successo. Intuisce che si trovasse in camera da letto con Genovese (presidiata da un buttafuori che respinge ogni richiesta di informazioni) e ne parla, preoccupata, con una terza amica, colei che poi la povera ragazza stuprata contatterà la sera successiva, chiedendole disperatamente aiuto. 

I due contesti, dal punto di vista giudiziario, al momento sono molto diversi. A Bologna non è stata per ora contestata la violenza sessuale, si parla di cessione di droga e induzione alla prostituzione. Ma la circostanza che la vittima di Villa Inferno si trovasse, mesi dopo, alla festa di Terrazza Sentimento ha portato l'avvocatessa di uno degli indagati di Villa Inferno a dichiarare che, dal punto di vista processuale, questo è un assist per gli accusati emiliani, perché testimonierebbe che "alla ragazza piace frequentare questi ambienti". Un'interpretazione, ovviamene, di parte.

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