Cronaca Sant'Ambrogio / Piazza Sant'Ambrogio

Funerali di Enzo Jannacci, "Poeta che riportava all'essenziale"

Jannacci continuerà a vivere nel cuore del tutti i milanesi. Lo dicono le lacrime nascoste dalle lenti oscure sul volto dei famigliari, dei suoi amici

Il feretro (foto Mesa Paniagua)

Alle 14 e 45 di martedì 2 aprile è iniziato il rito, un funerale che non è un addio perché Enzo Jannacci senza dubbio continuerà a vivere nel cuore del tutti i milanesi. Lo dicono le lacrime nascoste dalle lenti oscure sul volto dei famigliari, dei suoi amici (interviste a Roberto VecchioniTeo Teocoli), dei suoi fan (video).

"Con la sua musica ha dato voce agli ultimi", così lo ha ricordato Roberto Davanzo, presidente della Caritas Ambrosiana e ministro che ha presieduto la celebrazione dei funerali. Davanzo, durante la sua omelia ricorda che dalle sue Scarp de tenis è nata una rivista che oggi è segno di speranza per molti senzatetto.

Ma questa celebrazione non è un addio, per quanti riempiono la basilica, Vincenzo, rimarrà per sempre simbolo, icona di una Milano che era e che non vuole smettere di essere città dove anche per gli ultimi e gli emarginati c'é posto.

La sua salma riposerà al Famedio del Monumentale, ma le sue parole rimarranno incise nelle menti e nei cuori di tanti. Così come sono numerosi gli aneddoti raccontati dai suoi fan davanti alle telecamere nel giorno dell'estremo saluto, storie dove le canzoni dell'autore erano l'unica e inconfondibile colonna sonora. 

Oggi Milano sembra tutta raccolta tra le mure della basilica che di Ambrogio conserva le spoglie, altro simbolo di milanesità, per rendere omaggio a un genio che amava nascondersi tra la gente comune. C'è perfino chi non è riuscito ad entrare.

Le parole di don Davanzo bastano per descrivere chi era veramente Enzo e dirgli grazie e arrivederci: "La carità ha bisogno di poeti che ci riportino all'essenziale. Per questo a lui va il nostro grazie".

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