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Davanti a Palazzo Lombardia (Fb, Luca Angelo Coldani)

Davanti a Palazzo Lombardia (Fb, Luca Angelo Coldani)

Riso, la protesta degli agricolotori davanti alla regione

Aumenta l'importazione da Cambogia e altri Paesi asiatici: a rischio la produzione italiana. Le aziende agricole lombarde chiudono

"Il riso italiano rischia di scomparire". Con questo grido d'allarme, venerdì mattina decine e decine di agricoltori si sono ritrovati davanti a Palazzo Lombardia, in via Melchiorre Gioia, per un presidio sotto la sede della giunta regionale. Il riso italiano è a rischio a causa delle "speculazioni (si legge in una nota di Coldiretti) sull'import a basso costo dai Paesi asiatici e in particolar modo dal prodotto a dazio zero proveniente dalla Cambogia (+360% nel primo trimestre del 2014).

Il problema è anzitutto sanitario: secondo Coldiretti, circa una volta alla settimana vengono notificati pesticidi non autorizzati e certificazioni sanitarie assenti. Ma è anche un problema economico-sociale: dal 2010 in Lombardia hanno chiuso quasi 360 aziende, con una perdita di quasi 20 mila ettari di risaie. A soffrire maggiormente è stato il Lodigiano dove le superfici si sono praticamente dimezzate passando da 2.248,92 a 1.088,96 ettari. Nel Milanese il calo ha superato il 22% (da 14.865,81 a 11.529,26), a Mantova si è scesi da 1.529,41 a 904,5 ettari (-40,9%), mentre a Pavia si sono persi quasi 15mila ettari passando da 88.539,18 a 73.870,1 pari a un calo del 16,6%.

Ed infine è un problema di "tenuta" del territorio, contro le condizioni metereologiche che sempre più spesso provocano alluvioni e danni.

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