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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca San Donato Milanese / Via Rodolfo Morandi

Medico preso a colpi di accetta fuori dall'ospedale: la lite per le cure, poi l'assalto

Il film della folle aggressione avvenuta martedì mattina fuori dall'ospedale di San Donato. Fermato un 62enne, il medico in fin di vita in coma farmacologico

Sarebbe uscito di casa per andare al pronto soccorso perché, così ha detto, non si sentiva bene. Poi sarebbe entrato e uscito dall'ospedale senza però che il suo passaggio lasciasse traccia. Quindi, una volta fuori, avrebbe incrociato quella che sarebbe diventata la sua vittima. Sarebbe risalito in auto dopo una prima discussione e avrebbe centrato la macchina di quel medico su cui, di lì a poco, si sarebbe accanito con ferocia e violenza. 

Sono questi i frame principali del tentato omicidio di Giorgio Falcetto, il dottore di 76 anni - chirurgo in pensione ma ancora occupato a contratto - aggredito a colpi di accetta verso le 10 di martedì mattina fuori dal Policlinico di San Donato, dove lavora. A ricostruire la dinamica sono stati i carabinieri della compagnia di San Donato, che nel pomeriggio - un paio di ore dopo l'assalto - hanno individuato il presunto responsabile: un 62enne italiano con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, trovato a Rozzano, dove vive, che sarà fermato con l'accusa di tentato omicidio. 

Come sta il medico ferito a colpi di accetta

Medico colpito alla testa con un machete a San Donato (foto Guarino/MilanoToday)

Visibilmente fuori di sé, l'uomo ha confessato ai militari il delitto e ha fornito la sua versione, che ha ancora numerosi punti oscuri. L'aggressore ha spiegato di essere andato in ospedale perché aveva accusato un malore, anche se nei registri del pronto soccorso non risulta la sua accettazione. Una volta fuori, avrebbe incrociato Falcetto, che stava smontando dal turno di notte e stava raggiungendo la sua auto, una Chevrolet Aveo bordeaux, che aveva momentaneamente lasciato in divieto di sosta, su una striscia gialla, poco prima dell'ingresso riservato alle ambulanze. 

Il 62enne - questa la sua ricostruzione - avrebbe riconosciuto il dottore, che da anni lavora anche come proctologo in studi privati, e gli avrebbe rinfacciato alcune vecchie cure secondo lui andate male, anche se secondo gli investigatori al momento non c'è nessuna prova che il medico abbia davvero avuto in cura l'uomo in passato, neanche in una visita in pronto soccorso. Dopo qualche parola grossa, l'aggressore - e da qui in poi la sua versione coincide con quella di alcuni testimoni - sarebbe risalito a bordo della sua Alfa Romeo 147 e avrebbe innestato la retromarcia, centrando però il veicolo di Falcetto, che è rimasto a lungo sulla scena del crimine ed effettivamente presentava una "profonda" ammaccatura sul lato destro della carrozzeria. Così i due avrebbero ricominciato a litigare e in quel momento il 62enne avrebbe preso dall'auto un'accetta per poi colpire due volte alla testa la vittima. 

Video | Medico ferito a colpi di accetta

Il medico - originario di Biella e laureato nel 1970 a Torino, dove ha conseguito anche le specialistiche in chirurgia generale, toracica polmonare e vascolare - è stato immediatamente soccorso e trasportato al San Raffaele, dove è stato subito operato. Al momento le sue condizioni vengono giudicate critiche: è in coma farmacologico, in rianimazione e in prognosi riservata. Lasciando il dottore a terra, l'aggressore - disoccupato da un anno e padre di un figlio - è invece scappato. I primi a intervenire sono stati alcuni operai che hanno cercato di bloccarlo e hanno annotato parte della targa della sua macchina, poi riferita agli investigatori. La caccia all'uomo ha dato i suoi frutti un paio di ore dopo, quando i carabinieri hanno individuato l'auto a Rozzano, dove il 62enne risulta residente. I carabinieri lo hanno aspettato e appena è arrivato lo hanno bloccato. 

Accompagnato in caserma, ha raccontato l'accaduto, anche se molti passaggi non vengono ritenuti particolarmente credibili dagli investigatori. Lui stesso ha detto di aver gettato l'arma in un tombino per strada - ma l'accetta sarebbe stata trovata in realtà durante una perquisizione - e di aver fatto una passeggiata prima di essere ammanettato. Anche se pochi minuti prima aveva quasi ammazzato un medico. 

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