Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Via dei Pini

Residence Ripamonti a rischio chiusura

La mega-struttura di Pieve Emanuele non sarà più gestita da Atahotels, ma la proprietà (Enpam) assicura che intende proseguire l'attività alberghiera

Il residence Ripamonti

Atahotels è in procinto di abbandonare la gestione alberghiera di otto immobili di proprietà dell'Enpam (l'ente previdenziale dei medici), di cui cinque a Milano e dintorni. La notizia ha suscitato clamore e preoccupazioni soprattutto in termini di ricadute sull'occupazione. I sindacati hanno calcolato che oltre 400 persone rischiano di perdere il loro posto di lavoro, tra dipendenti diretti di Atahotels (179) e personale che si occupa della cucina e della pulizia delle camere.

Le strutture in questione sono già scomparse dal sito web di Atahotels. I sindacati hanno indetto uno sciopero e anche un presidio, per l'1 febbraio, di fronte all'Executive, in Porta Garibaldi, uno degli hotel che stanno per chiudere. Nella stessa giornata, proprio all'Executive, è previsto l'ultimo giorno della 'finestra' di calciomercato dell'inverno, e il presidio ha avuto parecchia risonanza proprio per la presenza in loco di numerosi giornalisti.

Tra gli hotel in chiusura anche il Ripamonti Residence, a Pieve Emanuele. Un "colosso" molto importante per la cittadina a sud di Milano, tanto che l'amministrazione ha voluto vederci chiaro e ha parlato con la proprietà. Il sindaco Paolo Festa ha poi riferito, in una nota ufficiale, che «verbalmente» l'Enpam ha confermato sia l'attività alberghiera sia le locazioni dei locali commerciali interni al residence. 

Secondo quanto riportato dal sindaco, Enpam intenderebbe proseguire con la «gestione diretta dell'attività alberghiera», anche se manca ancora un impegno scritto in tal senso. 

La struttura di via dei Pini ospita da tempo, in maniera fissa, circa 500-600 agenti di polizia in servizio tra Milano e la provincia. Di recente sono stati dislocati al Ripamonti anche diversi agenti arrivati per l'Expo. Nel maggio 2011 fece molta polemica la decisione del ministero dell'interno (titolare, all'epoca, Roberto Maroni) di inviare 420 richiedenti asilo proprio nel residence di Pieve Emanuele, subito dopo 'l'avvertimento' dell'allora sindaco uscente di Milano Letizia Moratti, che aveva chiesto espressamente che nessun profugo fosse ospitato nella metropoli (si sarebbe votato di lì a poche settimane).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Residence Ripamonti a rischio chiusura

MilanoToday è in caricamento