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Alcuni degli arrestati (Foto Mesa Paniagua)

Alcuni degli arrestati (Foto Mesa Paniagua)

Prostituzione: sgominata banda che sfruttava donne dalla Romania. 19 arresti a Milano

Le vittime, anche minorenni, erano in balia di concittadini romeni di etnia rom, residenti in alcuni campi nomadi milanesi

Nelle prime ore di giovedì 5 febbraio Milano una vasta operazione ha portato all'arresto di 19 persone per sfruttamento della prostituzione (l'indagine e le storie). Coinvolti a vario titolo nel sodalizio criminale, i destinatari dell’ordinanza, per la maggior parte di nazionalità romena, reclutavano e sfruttavano giovani connazionali condotte in Italia e costrette a prostituirsi sotto la minaccia e la consumazione di violenze fisiche e psicologiche (VIDEO). 

L’indagine, partita nell’agosto 2011, è stata avviata a seguito di lettere anonime nelle quali venivano denunciate e riportate in modo puntuale le continue violenze e la condizione di schiavitù in cui versavano giovani ragazze romene avviate alla prostituzione. Le vittime, anche minorenni (la storia della ragazzina venduta dalla stessa madre), erano in balia di concittadini romeni di etnia rom, residenti in alcuni campi nomadi milanesi organizzati che si fronteggiavano con altri gruppi criminali in maniera violenta per contendersi la gestione della prostituzione nell’area a sud di Milano. 

Nel corso dell’attività, gli agenti del commissariato “Scalo Romana” hanno accertato come le vittime fossero al centro di una vera e propria tratta: prima “comprate” e poi “vendute”, venivano tutte sottoposte a costanti vessazioni fisiche e morali connotate da comportamenti fortemente aggressivi.

I poliziotti hanno minuziosamente ricostruito tutte le fila di un’organizzazione stabile e gerarchicamente impostata, fondata sul vincolo di appartenenza sia etnica che familiare i cui affiliati agivano secondo una precisa logica di gruppo e le cui scelte venivano decise da un numero ristretto di persone individuabili quali “referenti principali”. E' stato sequestrato anche un hotel gestito da un cittadino italiano connivente con il sistema.

L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, Stefania Pepe.

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