Il bilancio della rivolta di Milano: 28 denunciati dopo il corteo e la guerriglia, 13 minorenni

Il bilancio della serata di scontri e guerriglia: 28 persone portate in Questura. I dettagli

Uno dei fermati, in via Scarlatti - Foto Guarino

Qualcuno è stato fermato all'angolo tra via Domenico Scarlatti e via Benedetto Marcello, fisicamente bloccato contro la saracinesca di un negozio chiuso, dopo una lunga caccia all'uomo partita dal palazzo della regione. Qualcun altro è stato preso in metropolitana, mentre cercava di allontanarsi fingendo di non sapere nulla del macello a due passi da lui. Qualcun altro ancora è stato preso in strada dopo che il gruppo si era sciolto, disgregato ma pronto a riformarsi. 

Sono 28, per ora, le persone denunciate dalla polizia dopo il lungo lunedì sera di Milano, una città che ha dovuto fare i conti con le proteste - e la rabbia - di circa 200 persone che sono scese in strada per dire no alle restrizioni imposte dal nuovo Dpcm anti coronavirus e hanno finito per trasformare la manifestazione in una guerriglia urbana. 

Milano a ferro e fuoco, il video racconto della serata

Bombe, molotov e petardi

L'annuncio della "adunata" - locandina con caratteri neri, una mascherina tricolore e la scritta "lunedì ore 20.30 piazzale Loreto, Milano" - era corso sulle chat Whatsapp di telefono in telefono e all'appuntamento hanno risposto presente in molti. 

Intorno alle 20.45 il corteo ha iniziato a muoversi lungo corso Buenos Aires, con una sola camionetta della polizia alle spalle e strada libera in testa. In via Petrella e in via Regina Giovanna dal gruppo sono state lanciate due molotov, mentre venivano scanditi cori contro il presidente del consiglio - "Conte tu sei un figlio di p..." -, contro la polizia e a favore della libertà. Poi nella marcia verso la regione una distesa di transenne, motorini e cestini rovesciati - anche per raccogliere dall'interno le bottiglie di vetro da usare come armi - con i rimbombi dei petardi a fare da sottofondo. 

In via Fabio Filzi, dopo un tentato assalto a una pattuglia della locale, un altro momento di tensione: un tram è stato assalito a bottigliate e pietrate e il conducente è stato costretto a fuggire dal mezzo. Quindi il serpentone ha proseguito in Porta Nuova - anche qui sassate contro i vetri dei grattacieli - per poi dirigersi convinto verso la regione. 

Video | L'assalto all'auto dei vigili 

La battaglia sotto la regione

Lì il momento più caldo della serata con le forze dell'ordine che hanno deciso di reagire nonostante fossero in numero ridotto rispetto ai "rivoltosi", che per strada si sono armati di pietre, bottiglie di vetro, transenne "strappate" dai cantieri - uno era proprio a due passi da piazza di città di Lombardia - e new jersey per improvvisare barricate. I poliziotti hanno respinto due, tre attacchi dei manifestanti - che si sono divisi in due tronconi e hanno bersagliato il palazzo con pietre e petardi -, lanciando i lacrimogeni e cercando di avanzare. 

Dopo qualche minuto da un funzionario è arrivato l'ordine di "andarli a prendere" e i celerini si sono mossi compatti scortati da un blindato riuscendo a respingere i manifestanti verso la Stazione Centrale, dove un dirigente della Questura è rimasto ferito dopo essere stato colpito da una bottiglia di vetro alla testa. Poi è partita la seconda "carica" con tre mezzi della polizia che sono andati a caccia dei "rivoltosi", riuscendo a fermarne alcuni e a disperdene altri. 

La situazione è tornata alla calma intorno alle 22.40 dopo un paio d'ore di tensione e guerriglia vera per la città, con i manifestanti che si sono sparpagliati e allontanati.

Video | La rivolta a Milano: molotov, bombe carta e fumogeni

Chi c'era in piazza

Gli attivisti che sono scesi in piazza non avevano né simboli né bandiere di partito. Ma secondo quanto appreso da MilanoToday, tra loro c'erano esponenti del mondo ultras - molti i giubbotti con il logo di una delle curve di San Siro - e dei centri sociali di Milano, in uno strano mix tra militanti di estrema destra e anarchici, entrambi comunque spesso rimasti nelle retrovie quasi a controllare e senza prendere parte alle fasi più calde del corteo, lasciate ad altri. E anzi, sono stati proprio i più "grandi" in corso Buenos Aires a richiamare a muso duro chi stava cercando di danneggiare i locali e le vetrine, ricordando che "non siamo qui per questo".

Fianco a fianco - e "a occhio" sono infatti sembrati i più attivi nella guerriglia e negli assalti - tanti giovani e giovanissimi che si davano la carica a vicenda parlando ora in milanese, ora in arabo. Nessun capo, nessuna guida, nessun padrone ma solo tanta rabbia spontanea e tanta devastazione.

Chi sono i denunciati 

Tredici dei denunciati, stando a quanto appreso, sono minorenni. Tutti dovranno rispondere delle accuse di danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale, ma sono subito stati liberati. 

Tra gli identificati e indagati 18 sono italiani e 10 sono stranieri, tra cui alcuni nordafricani. "Una ragazza italiana maggiorenne appartiene alla galassia anarchica", hanno fatto sapere da via Fatebenefratelli, "mentre il resto delle persone denunciate non è riconducibile a gruppi conosciuti". Anche se in piazza altri gruppi c'erano, in quella strana unione tra destra e sinistra cementata dalla rabbia.

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