Cronaca

Processo Maroni, chiesti due anni e mezzo di reclusione per l'ex governatore lombardo

La richiesta, arrivata nella mattinata di lunedì, è identica a quella che a suo tempo era stata avanzata dalla Procura di Milano

Roberto Maroni

Due anni e sei mesi. È la condanna chiesta in secondo grado per l'ex presidente della Lombardia, Roberto Maroni, dal sostituto pg del tribunale di Milano Vincenzo Calia. L'ex ministro dell'interno della Lega, infatti, è tra gli imputati nel processo di secondo grado con al centro le presunte pressioni per favorire due sue ex collaboratrici di quando era al Viminale. La proposta di pena è stata avanzata nella mattinata di lunedì 14 ottobre ed è uguale a quella che a suo tempo era stata avanzata dalla Procura di Milano.

Nel proporre le pene ai giudici il pg Calia ha chiesto chiesto il pieno accoglimento dei motivi di appello del pm e la riqualificazione del reato da turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente in turbata libertà degli incanti. Su questo passaggio è arrivata la richiesta di condannare Maroni a 2 anni e 6 mesi. Due anni e due mesi di reclusione, invece, è la richiesta di condanna per Giacomo Curiello, allora capo della segreteria politica di Maroni al Pirellone: la stessa pena che aveva chiesto il procuratore aggiunto Eugenio Fusco. Conferma della sentenza di primo grado, invece, per l'ex segretario generale della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, e per Mara Carluccio (una delle ex collaboratrici di Maroni).

Maroni: "Non ho mai preteso e imposto nulla"

"Nella mia lunga attività politica e istituzionale non ho mai preteso, né imposto niente a nessuno, in questo caso non ho mai preteso né imposto di assumere  la Carluccio, non ho mai richiesto a nessuno di violare una norma di legge o di regolamento per mio conto, mai, figuriamoci una norma penale", ha dichiarato Maroni, intervenuto al processo con dichiarazioni spontanee.

"Non ho mai incontrato, né telefonato a Brugnoli (ex direttore di Eupolis, ndr) né per sponsorizzare la Carluccio né per altri motivi, neanche per interposta persona. Ero a conoscenza dei noti ritardi organizzativi del 2014 su Expo e che esistevano diverse iniziative da organizzare e carenza di persone qualificate, ritenevo e ritengo la Carluccio una persona giusta per queste necessità", ha aggiunto nelle sue brevi dichiarazioni Maroni.  "La Carluccio è una persona competente e preparata nel settore della sicurezza, al Viminale con me ministro aveva organizzato eventi internazionali. Infine non ho mai saputo di procedure amministrative rivolte o indirizzate a una consulenza della Carluccio", ha concluso l'ex governatore lombardo. 

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