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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Corteo per Sergio Ramelli, bufera su Massimo Turci

L'esponente di Fdi ha parlato per pochi minuti: "Siamo qui, anche se cercano di fermarci". Ed è bufera

Scoppia - anche quest'anno - la polemica dopo il corteo della commemorazione di Carlo Borsani, Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi che si è svolto il 29 aprile in zona Città Studi, nonostante il tentativo del consiglio di zona 3 di impedirlo. Il corteo divide tra chi privilegia il diritto a ricordare tre caduti e chi sottolinea la messa in mostra di simboli, cori e atteggiamenti di stampo fascista.

Nel 2013 la polemica è incentrata sulla presenza di Massimo Turci, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio provinciale. Non come semplice manifestante ma in un ruolo guida (di "gerarca", scrive Repubblica). Turci ha pronunciato un breve discorso in viale Lombardia, ultimo atto della commemorazione, davanti a quella che fu la casa dell'allora consigliere provinciale del Msi Enrico Pedenovi. Poche parole, "cercano di fermarci con le chiavi inglesi, con la stampa, con la legge, ma siamo qui", che hanno fatto il giro del web e poi della carta stampata.

A far clamore soprattutto l'espressione "fermarci... con la legge", pronunciata da un importante esponente politico. Ma Turci si difende: afferma di avere parlato solo pochi minuti in viale Lombardia (mentre all'inizio era stato attribuito a lui l'ordine del "Presente!" con tanto di "Camerati... Attenti!"): "La voce di chi incita i camerati non è la mia - afferma -  ma per il resto confermo quello che ho detto e non me ne pento. Sono cose che penso, se dovessero chiedermi di parlare anche il prossimo anno sono pronto a ripeterle. Non vedo proprio cosa ci sia di strano".

Tuttavia il presidente della provincia, Guido Podestà, lo sgrida: "Un conto è onorare i morti - sostiene Podestà - a qualsiasi parte politica appartengano; un altro è utilizzare in una manifestazione simbologie che richiamano a concezioni lontane dal nostro modo di concepire la libertà e la democrazia. Dobbiamo impegnarci tutti perché questa pagina terribile non si ripeta. Mi meraviglia che Turci si sia comportato in questo modo".

Molto dura la reazione del centrosinistra. Cornelli (Pd) chiede a Podestà di togliere a Turci la presidenza dell'antimafia, Mezzi (Sel) promette che chiederà conto a Podestà del fatto che un uomo delle istituzioni ha partecipato a un corteo fascista, Ceccarelli (Pd) stigmatizza la frase sulla legge.

Commemorazione Ramelli © Melley/MilanoToday

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