menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto Today.it

Foto Today.it

Fondi Venezuela al Movimento 5 Stelle, Casaleggio querela il quotidiano spagnolo Abc

Secondo l'accusa del giornale di Madrid, i fondi sarebbero stati consegnati a Milano dal console al padre di Casaleggio, frattanto venuto a mancare

Davide Casaleggio va al contrattaco sui presunti fondi occulti dal Venezuela al Movimento 5 Stelle e spiega di avere presentato una querela. «Andrò fino in fondo», ha affermato. Come si ricorderà, il caso è scoppiato a partire dalle rivelazioni del quotidiano spagnolo di centrodestra Abc, che ha anche pubblicato un documento interno venezuelano che confermerebbe tutto.

In particolare, nel 2010 il Venezuela (su disposizione dell'allora ministro degli Esteri Nicolas Maduro, oggi presidente) dispose la consegna per vie diplomatiche di tre milioni e mezzo di euro al nascente Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 da Beppe Grillo durante un comizio al Teatro Smeraldo di Milano.

La consegna, stando al documento e al giornale spagnolo, sarebbe avvenuta direttamente a Gianroberto Casaleggio a Milano, con il tramite del console Gian Carlo Di Martino, fedelissimo di Chavez e Maduro, di origini abruzzesi. Lo scopo del finanziamento era quello di aiutare un movimento di sinistra e anticapitalista in Europa.

L'accusa di Abc è stata subito smentita seccamente sia dal Movimento 5 Stelle, sia dalla Casaleggio Associati, sia dal consolato venezuelano a Milano. Casaleggio jr. ha promesso una querela e ora l'ha depositata: «Non credo sia tollerabile in un sistema democratico che venga utilizzato un foglio palesemente contraffatto unito ad una storia assurda per screditare una persona che non c'è più», ha commentato riferendosi al padre Gianroberto, venuto a mancare nel 2016.

La bufera politica e la querela

La bufera politica è stata comunque immediata, anche perché il Movimento 5 Stelle si è sempre distinto per l'appoggio indiscusso al regime di Chavez e Maduro, fortemente osteggiato dalla comunità democratica internazionale, oltre che (peraltro) a regimi come quello di Putin in Russia e di Assad in Siria.

Sulla vicenda la procura di Milano ha aperto una inchiesta a carico di ignoti per esplorare eventuali situazioni di reato, anche se il procuratore Francesco Greco aveva sottolineato che i fatti sarebbero ormai prescritti, risalendo al 2010. Davide Casaleggio ha accolto con favore l'apertura del fascicolo ed anzi ha chiesto che la sua querela venga unita all'inchiesta appena aperta.

Chi è Di Martino: il console che bruciò la foto di Guaidò

Origini abruzzesi, Gian Carlo Di Martino è considerato tra i fedelissimi di Chavez e Maduro. La sua carriera è sia diplomatica sia politica: è stato sindaco di Maracaibo, la città in cui è nato nel 1964, e dal 2010 è console venezuelano a Milano. Sarebbe lui, secondo Abc, il tramite tra il denaro di Chavez e il Movimento 5 Stelle.

Di solito non si sente molto parlare di consoli e ambasciatori. Ma Di Martino, nel mese di gennaio del 2019, si distinse per un gesto simbolico per niente "diplomatico" quando, nel pieno della crisi politica che il suo Paese stava attraversando con Juan Guaidò che si era autoproclamato presidente contro Nicolas Maduro, bruciò davanti alle telecamere la fotografia di Guaidò, che qualcuno aveva nottetempo appeso nei locali del consolato, commentando che «questo è il destino che spetta a questo signore».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Zona rossa: le faq aggiornate a marzo 2021 per capire cosa si può fare

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento