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Dalla Lista Sala a Fratelli d'Italia: il "salto" del consigliere Marcora, un tempo anti-leghista

L'esponente cresciuto nella Dc era già fuori dalla maggioranza di centrosinistra da tempo

Un salto notevole, quello che sta per compiersi da parte di Enrico Marcora, consigliere comunale di Milano eletto con la lista civica del sindaco di centrosinistra Giuseppe Sala ma da tempo fuori dalla maggioranza: passerà presto a Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni erede della storia della destra sociale in Italia. 

Inizialmente senza eletti a Palazzo Marino, Fdi avrà quindi tre consiglieri in quest'ultimo scampolo di consigliatura. Il primo era stato Andrea Mascaretti, abbandonando Forza Italia e passando al gruppo misto. A gennaio 2021 il ritorno dell'ex vice sindaco Riccardo De Corato, subentrato al consigliere dimissionario Stefano Parisi. Poiché questi era in consiglio come ex candidato sindaco sconfitto, a subentrargli è stato il più votato della prima lista del suo schieramento a non avere ottenuto un consigliere. L'ingresso di De Corato consente a Fdi di formare un gruppo autonomo, fuori dal misto. Ed ora l'arrivo di Marcora.

«E' il segnale che finalmente Milano può avere una voce fortemente critica di questa amministrazione che è mancata in questi anni», il commento del senatore di Fdi Ignazio La Russa, "plenipotenziario" milanese del partito fin dai tempi di Alleanza Nazionale. E Marcora ha annunciato che, alle elezioni del 2021, si ricandiderà e sarà «in prima fila contro Sala. Il centrosinistra di Sala è un centrosinistra che va a braccetto con i centri sociali e che ha lasciato fuori i cattolici moderati impegnati in politica. I valori del mondo cattolico non sono stati tenuti in considerazione dal sindaco che ha legittimato l’utero in affitto, partecipato ai gay pride, dato il suo appoggio alla legge Zan».

«Con Marcora abbiamo dei valori comuni, in particolare siamo entrambi vicini al mondo cattolico, dove io ho sempre fatto volontariato. Inoltre abbiamo lavorato molto bene insieme nel gruppo misto in consiglio. È da tempo che parte della società civile ci chiede di entrare in Fratelli d’Italia», il commento di Mascaretti.

Chi è Enrico Marcora

Bocconiano, classe 1962, imprenditore edile, Marcora è stato membro del cda della Bocconi, consigliere provinciale e regionale prima dell'elezione a Palazzo Marino nel 2016. Politicamente "cresce" nella Democrazia Cristiana. Nel 2010 l'Udc, il suo partito, si staccò dal centrodestra anticipando di fatto l'esperienza successiva del "Terzo Polo". Marcora venne eletto in consiglio regionale.

A fine 2012, quando l'ultima giunta Formigoni era al capolinea e si avvicinavano le elezioni anticipate, contribuì a fondare il gruppo "Centro popolare", spostato verso il centrosinistra. Tra le motivazioni, nelle cronache dell'epoca, leggiamo fra l'altro: «Realizzare una svolta nel governo della Regione» e «non concedere alla Lega di dominare la Lombardia, vero motore dell'economia e della società italiana, e di realizzare quindi, controllando tutto il nord, un disegno contrastante con il bene della coesione nazionale e con la continuazione decisa del percorso di costruzione dell'unità economica, sociale e politica dell'Europa».

Alle elezioni del 2013 il Centro popolare presentò liste in appoggio a Umberto Ambrosoli, candidato presdidente del centrosinistra. Non finì bene: Ambrosoli fu sconfitto e il Cp non elesse alcun consigliere. Dopo qualche anno di distanza dai "paalzzi", Marcora nel 2016 si candidò con la Lista Sala e, da primo dei non eletti con 618 voti, entrò comunque a Palazzo Marino in sostituzione di Cristina Tajani, nominata assessora in giunta. Poi i dissapori. Fece "rumore", nel 2018, il suo appello all'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Aiutaci a sgomberare il Leoncavallo». Nel 2020 l'uscita dalla maggioranza e ora l'approdo nella destra. Una coalizione che, nel frattempo, è molto più a predominanza leghista di quella del 2012-2013. Quando Marcora non voleva che la Lega «dominasse» la Lombardia. 

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