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Unioni civili, accordo quasi fatto con cattolici Pd e laici Pdl

Si toglierà il termine "famiglia anagrafica" per istituire un registro di coppie. I cattolici del Pd ottengono rassicurazioni e si asterranno anziché votare contro

Come previsto il Pd ha trovato la "quadra" al suo interno sulle unioni civili. Mentre il dibattito finale procede, il Pd ha rassicurato i suoi "dissidenti cattolici" sul fatto che non si aprono le porte ai matrimoni gay. Andrea Fanzago, il leader dei cattolici del Partito democratico, si è detto soddisfatto delle rassicurazioni e ha assicurato il voto d'astensione (e non contrario) da parte sua e degli altri tre, Pantaleo, Mancuso e Cormio.

PAGLIUCA (PDL): "SI' A DIRITTI COPPIE GAY"
FANZAGO (PD): "FIERO DEI VALORI CATTOLICI"
PALMERI (FLI): "GIUSTO DARE DIRITTI A CONVIVENTI"

Contemporaneamente si stralcerà la parola "famiglia anagrafica" per consentire ai laici del Pdl di votare a favore. In questo modo - secondo la Rozza - "si scongiura il rischio della poligamia", che era stato paventato sia dalla Curia sia da parte dell'opposizione. "Ma questo scegliere di parlare di due persone anziché di insieme di persone non apre la porta ai matrimoni gay", conclude la Rozza.

Il dibattito procede nel frattempo piuttosto a rilento per i numerosi emendamenti firmati da Morelli (Lega) e dai consiglieri del Pdl contrari alla delibera, come Forte, Masseroli, De Corato e Vagliati. A rappresentare e prendere la parola per i pareri della giunta è direttamente Giuliano Pisapia.

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