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Domenica, 16 Giugno 2024
Politica

Sala a Palazzo Marino: "Ho agito nell'unico interesse di Expo 2015"

Il breve intervento del sindaco di Milano in aula. "Non è normale apprendere dai giornali di essere indagato"

Il sindaco Giuseppe Sala ha parlato in consiglio comunale della vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto circa Expo 2015, di cui era commissario unico. Come è noto, Sala è stato indagato dalla procura generale di Milano per quanto riguarda l'appalto della piastra di Expo, il lavoro "fondamentale". La gara d'appalto risale al 2012. Sostanzialmente Sala è accusato di falso, per avere retrodatato la nomina di uno dei commissari della commissione esaminatrice della gara.

Ha fatto scalpore la decisione di Sala di autosospendersi da sindaco finché non fosse chiara la situazione. Tecnicamente l'autosospensione non esiste, ed infatti è durata pochi giorni: il tempo di capire, dal procuratore generale, gli esatti contorni delle accuse rivolte a Sala e se ve ne fossero altre "pendenti" ma non ancora note.

«Sull'argomento dell'iscrizione nel registro degli indagati risponderò alla procura generale quando verrò convocato», ha detto il sindaco nell'aula del consiglio comunale mercoledì 21 dicembre: «Ma non posso considerare normale il fatto che venga messo al corrente di una nuova inchiesta attraverso i giornali, che si trovano ad essere in possesso delle carte prima delle persone interessate. Rispetto il lavoro della magistratura, né mi lamento delle inchieste su Expo».

Riguardo al tema dell'esposizione universale, della quale Sala è stato commissario unico (oltre che amministratore delegato della società di gestione Expo 2015 Spa), il sindaco ha rivendicato di avere «agito sempre nell'unico interesse di Expo e per il suo successo», ricordando che «avevamo gli occhi del mondo intero puntati addosso e, per molto tempo, ci sono state condizioni di oggettivo impedimento, come la concessione delle aree protrattasi per oltre due anni. Ma abbiamo raggiunto un obiettivo, che ha avuto ricadute positive su Milano».

Sala ha quindi giustificato il suo gesto di "autosospensione" affermando di avere agito nella visione «del bene comune» e che per fare il sindaco «ci vuole serenità».

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